è un pò che non scrivo qui, forse avevo poco da dire. Sinceramente molti discorsi - compresi quelli strettamente politici, sull'attualità - mi hanno un pò annoiato. L'impressione è che, in generale, si stia perdendo il gusto del dubbio, della ricerca, dell'analisi non "partigiana".
Proprio per questo motivo mi sento di suggerirvi un libro da leggersi tutto d'un fiato, poco più di 200 pagine, scritto da Giuseppe Ardica sui racconti di Pierluigi Concutelli: "Io, l'uomo nero, una vita tra politica, violenza e galera".
Ma chi è Concutelli?
Di lui sapevo pochissimo fino a poche settimane fa, era solo un nome già sentito. Sono nato nel '78 e la sua storia "pubblica" si è sviluppata proprio in quegli anni.
Concutelli, definito solitamente "il Comandante Concutelli", è stato il fondatore e il più grande leader di Ordine Nuovo, formazione dell'estrema destra neofascista (ma la definizione forse non è completamente calzante) sorta a cavallo tra gli anni '60 e '70. Fu una delle prime formazioni politiche a scegliere la strada della lotta armata. Concutelli uccise il giudice Occorsio, che nei primi '70 aveva messo fuori legge proprio Ordine Nuovo, e poi altri due "ex camerati" delatori in carcere. Fu condannato a quattro ergastoli, tre per i tre omicidi e uno per insurrezione armata.
Ne ho conosciuto la storia per essere finito, quasi per caso, su un'intervista (secondo me molto ben realizzata: nè morbosa, nè ossequiosa) realizzata da Antonello Piroso per La7:
http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=nientedipersonale&video=9182Ho trovato estremamente interessante l'intervista. Di quegli anni, come detto, so poco per ragioni anagrafiche, e ancor meno dell'eversione nera per motivi politici. Alla fine sono andato alla Bibliofila e per 14 euro ho comprato il libro. E oggi lo consiglio a tutti: non è un saggio su quegli anni, alla fine, anche se di certo ricostruisce io credo piuttosto fedelmente quello che era l'ambiente, la mentalità del tempo. E' più che altro la storia di un uomo. Ma vale la pena leggerla.
La prima parte è molto leggera, persino divertente. Man mano che si va avanti e che si radicalizzano le scelte del protagonista ci sono molte cose che colpiscono, tra cui l'incredibile somiglianza dei percorsi mentali di brigatisti e ordinovisti. Ho vissuto la lettura come qualcosa di visceralmente coinvolgente, ci ho "sentito" dentro qualcosa di familiare e contemporaneamente di lontanissimo, mi ha colpito profondamente l'alternarsi di queste due sensazioni che durano per tutto il libro. Per chi vorrà, buona lettura.