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Re:Antologia poetica (1 in linea)
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Discussione: Re:Antologia poetica
#7844
camiciadiraso (Utente)
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Re:Antologia poetica 2008/10/18 19:18 Karma: 7  
Tratto dal monologo "Novecento" per "La leggenda del pianista sull'oceano"

Tutta quella città... non se ne vedeva la fine..../ la fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?/ E il rumore/ Su quella maledettissima scaletta...era molto bello, tutto...e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c'era problema / Con il mio cappello blu / Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino /
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino / Primo gradino, secondo / Non è quel che vidi che mi fermò / E'' quel che non vidi / Puoi capirlo fratello? E' quel che non vidi... lo cercai ma non c'era, in tutta quella sterminata città c'era tutto tranne /
C'era tutto / Ma non c'era una fine. Quel che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo /
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu / Ma se io salgo su questa scaletta, e davanti a me /
Ma se io salgo su questa scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi / Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita / Se quella tastiera è infinita, allora / Su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. ti sei seduto su un seggiolino sbagliato:quello è il pianoforte su cui suona Dio /
Cristo, ma le vedevi le strade? / Anche solo le strade, ce n'era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una /
A scegliere una donna / Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire /
Tutto quel mondo / Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce / E quanto ce n'e' /
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla? A viverla.../
Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave tropo grande per me. E' un viaggio troppo lungo. E' una donna tropo bella. E' un profumo troppo forte. E' una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro.
Per favore /

Adesso cerca di capire, fratello. Cerca di capire, se puoi / Tutto quel mondo negli occhi / Terribile ma bello / Troppo bello
E la paura che mi riportava indietro / La nave, di nuovo e per sempre / Piccola nave/ Quel mondo negli occhi, tutte le notti, di nuovo / Fantasmi / Ci puoi morire se li lasci fare / La voglia di scendere / La paura di farlo / Diventi matto, così / Matto
Qualcosa devi farlo e io l'ho fatto / Prima l'ho immaginato / Poi l'ho fatto / Ogni giorno per anni / Dodici anni / Miliardi di momenti / Un gesto invisibile e lentissimo.
Io che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita.Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio.
Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. siamo astuti come animali affamati. Non c'entra nulla la pazzia. E' genio, quello. E' geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito.
Allora li ho INCANTATI. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto. tute le donne del mondo le ho incantate suonando una notte intera per una donna, una, la pelle trasparente, le mani senza un gioiello, le gambe sottili, ondeggiava la testa al suono della mia musica, senza un sorriso, senza piegare lo sguardo mai, mai, una notte intera, quando si alzò non fu lei che uscì dalla mia vita, furono tutte le donne del mondo. Il padre che non sarò mai l'ho incantato guardando un bambino morire, per giorni, seduto accanto a lui, senza perdere niente di quello spettacolo tremendo bellissimo, volevo essere l'ultima cosa che guardava al mondo, quando se ne andò, guardandomi negli occhi, non fu lui ad andarsene ma tutti i figli che
mai ho avuto. La terra che era la mia terra, da qualche parte nel mondo, l'ho incantata sentendo cantare un uomo che veniva dal nord, e tu lo ascoltavi e vedevi, vedevi la valle, i monti intorno, il fiume che adagio scendeva, la neve d'inverno, i lupi la notte, quando quell'uomo finì di cantare finì la mia terra, per sempre, ovunque essa sia. Gli amici che ho desiderato li ho incantati suonando per te e con te quella sera, nella faccia che avevi, negli occhi, io li ho visti, tutti, i miei amici amati, quando te ne sei andato, sono venuti via con te. Ho detto addio alla meraviglia quando ho visto gli immani iceberg del mare del Nord crollare
vinti dal caldo, ho detto addio ai miracoli quando ho visto ridere gli uomini che la guerra aveva fatto a pezzi, ho detto addio alla rabbia quando ho visto riempire questa nave di dinamite, ho detto addio alla musica, alla mia musica, il giorno che sono riuscito a suonarla tutta in una sola nota di un istante, e ho detto addio alla gioia, incantandola, quando ti ho visto entrare qui. Non è pazzia fratello. Geometria.
E' un lavoro di cesello. Ho disarmato l'infelicità. Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri. Se tu potessi risalire il mio cammino, li troveresti uno dopo l'altro, incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta di questo viaggio strano che a nessuno ho raccontato se non a te....
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#7847
Akrilico^ (Utente)
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Re:Antologia poetica 2008/10/18 22:30 Karma: 7  
Preso da qualche parte in giro:

La tua dolce voce mi nutre,
mi fà star bene, ma sono avido:
vorrei poter stringerti a me,
percepire il tuo calore,
tastare la tua mobidezza,
assaporare il tuo odore.
accarezzare i tuoi capelli,
unire i nostri respiri...

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#7848
orsorosso (Utente)
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Re:Antologia poetica 2008/10/18 22:42 Karma: 5  
Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
Ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
Ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
Ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
Ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

Nazim Hikmet
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#7855
camiciadiraso (Utente)
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Re:Antologia poetica 2008/10/19 14:18 Karma: 7  
"Consuma ogni mio respiro
nel buio
nell’estasi
del tuo bramoso silenzio
desidero perdermi
smarrire le chiavi del tempo
no
non far entrare nessuno

nel nostro mondo
in questa camera senza nome

senza passato,presente o futuro
lascia che ogni mia carezza
sia per te una rivelazione
divina
meravigliosa
appassionata più della rosa rossa
che splende sulle tue labbra
Io diverrò il tuo sogno
l’ossessione mi divora
ma tu ignori ogni mia ansia
e continui a toccarmi
dentro
dove nessuno può arrivare
dove tu puoi trovare la tua pace
la verità che cerchi…
la voce è flebile
ogni parola è un sussurro impercettibile
ora la coscienza che da sempre mi costringe ad obbedirla
resta rimossa in un angolo
senza più potere
rendi possibile questo miracolo: non fermarti
come le note di un pianoforte
esplorerò ogni centimetro del tuo essere
perdendomi nell’oblio dei tuoi segreti…"


Messaggio modificato da: camiciadiraso, alle: 2008/10/19 14:26
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#7856
Pecus1963 (Utente)
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Re:Antologia poetica 2008/10/19 16:59 Karma: 0  
Ditelo così, con un pò di leggerezza http://it.youtube.com/watch?v=Phk_o91gzEU

Messaggio modificato da: Pecus1963, alle: 2008/10/19 16:59
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#8023
camiciadiraso (Utente)
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Re:Antologia poetica 2008/10/25 12:15 Karma: 7  
I diritti imprescrittibili del lettore

1
Il diritto di non leggere

2
Il diritto di saltare le pagine

3
Il diritto di non finire il libro

4
Il diritto di rileggere

5
Il diritto di leggere qualsiasi cosa

6
Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)

7
Il diritto di leggere ovunque

8
Il diritto di spizzicare

9
Il diritto di leggere ad alta voce

10
Il diritto di tacere

Anche nei forum?!?!_

Daniel Pennac
è autore, oltre che di libri per bambini, di romanzi e di una simpatica "coda" narrativo-teatrale, tutti centrati sulla figura di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio: Il paradiso degli orchi; La fata carabina; La prosivendola; Signor Malaussène; Ultime notizie dalla famiglia; La passione secondo Therese; tutti pubblicati da Feltrinelli. Da più di vent’anni insegna francese in un liceo parigino e da questo osservatorio ha potuto misurare la progressiva disaffezione alla lettura da parte delle ultime generazioni. Nel saggio Come un romanzo (da cui sono tratti i dieci diritti del lettore) Pennac affronta dal duplice punto di vista di romanziere e professore, il problema di come si possa stimolare i giovani - e in genere tutti coloro che avvertono l’oggetto libro come un macigno indebitamente e immeritatamente posato sul loro comodino - non tanto alla lettura in sè e per sè quanto al piacere di essa, cercando di riproporre i libri come complici, come amici attraverso i quali si ampliano i propri orizzonti e si costruiscono mondi inediti. Un libro intelligente e spassoso che aiuta a ricordare che il tempo della lettura, così come il tempo dell’amore, dilata il tempo della vita
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