Dal punto di vista della banca, i soldi che vengono dati in prestito difficilmente non rientrano. La banca fa tutta una serie di controlli ed accertamenti per sapere se la persona che chiede il prestito è (o sarà) in grado di restituirlo. Quando si dice "la banca dà i soldi solo a chi già li ha", in parte è vero ed in parte no. Tutto dipende da quanto la banca è disposta a "rischiare" che una parte della somma complessiva data in prestito a tutti i propri clienti non rientri. Il costo di questo rischio determina il tasso di interesse.
Ma in generale, le banche (soprattutto europee) non rischiano più di tanto sui prestiti che non tornano indietro, soprattutto con prestiti personali o immobiliari. Soprattutto perchè non generano ritorni significativi: sono, per così dire, l'ordinaria amministrazione.
Le banche rischiano su quei "prodotti" che "promettono" tassi di interesse significativi: lì sì che, per dirla come Donaldo, scommettono. Si chiama propensione al rischio.
Se quindi io, fabbricante di prodotti finanziari sofisticati come i futures o i collaterali sui mutui subprime americani, vado dalla banca e dico, "prestami Tot che ti faccio rientrare tra due anni Tot+20%", io banca sono tentato dal rischiare. Il che è quello che hanno fatto le varie Lehman Brothers, Merrill Lynch, Morgan Stanley etc. Non a caso si chiamano "banche d'investimento".
Solo che hanno fatto male i loro calcoli, e come successo qualche anno fa con le dot.com, la bolla speculativi si è talmente gonfiata che alla fine è scoppiata. E questo periodicamente succede, per questo si parla di "cicli".
L'importante è non fare gli errori commessi in precedenza in situazioni analoghe. Per questo parla a vanvera chi parla di crisi simile a quella del '29, perchè ad esempio nel '29 questi strumenti finanziari così complessi non esistevano; ed anche perchè le banche centrali (che sono enti indipendenti, non "banche" come le intendiamo noi comunemente) stanno operando in continuo contatto e con interventi di comune accordo, impedendo di fatto che situazioni che coinvolgono singoli istituti (oltre ai già citati, anche AIG) creino problemi all'intero sistema. Sistema che da un lato è molto più "connesso" rispetto anche a solo dieci anni fa (crisi dei mercati asiatici del 1996-97, quando scoppiò la bolla delle c.d. "tigri dell'estremo oriente"): se da un lato i problemi possono diffondersi molto più velocemente, anche la risposta di chi deve intervenire è altrettanto rapida.
E questa è una spiegazione ancora piuttosto condensata.
Se ne volete una ancora più approfondita, chiedete pure