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il cuore antico della città

NOTIZIE GENERALI

La costituzione a Comune di San Benedetto del Tronto risale all'avvento del Regno d'Italia ed al toponimo venne aggiunto l'attributo "del Tronto" a distinguerlo dai troppi omonimi che esistono in Italia.
Il nome al nostro centro urbano lo derivò da quello di un santo martire ucciso a Cupra durante la persecuzione contro i cristiani scatenati dagli editti di Diocleziano.
Il cadavere venne gettato a mare e la corrente marina lo spinse al piede della collinetta alla sommità della quale la pietà di povera gente gli diede sepoltura. Attorno a questa tomba si costituì l'embrione dal quale, nel tempo, si sviluppò la nostra città.

CENNI STORICI

Per secoli San Benedetto fu un piccolo villaggio abitato da gente dedita al lavoro nei campi, un piccolo centro agricolo, quasi equidistante fra due città, Truentum al sud e Cupra al nord. In tutto il nostro litorale non accaddero fatti od episodi storici di rilievo, fu soprattutto una zona di transito e guai, danni e devastazioni gli vennero dal passaggio delle orde degli invasori che scorrazzarono l'Italia dal nord al sud.
Nel 538 Belisario, duce dell'armata orientale, mandò duemila cavalieri a saccheggiare il Piceno, Narsete che gli portava rinforzi sbarcò sul nostro litorale e si ricongiunse con Belisario a Fermo. In quel tempo si ebbe una terribile carestia ed una pestilenza che decimò di oltre cinquantamila contadini questa contrada.
Per tutto il 600 si ebbe la guerra fra Greci e Longobardi, le devastazioni furono enormi, le città spopolate, le fortezze abbattute, le chiese incendiate, i monasteri di uomini e di donne diroccati, le campagne abbandonate, pochi e miseri abitanti coltivavano appena i contorni dei paesi. Il nostro San Benedetto ebbe senza alcun dubbio i suoi guai, che furono però minori di quelli che ebbero centri maggiori le cui popolazioni dovettero cercare scampo nella fuga e riparare sui monti, in luoghi appartati e naturalmente forti.
Intorno all'800 tanto Ascoli che Fermo erano due staterelli feudali governati dai vescovi, pro tempore, delle due diocesi. Il vescovo di Fermo, lungo il litorale, estendeva il suo dominio dal Potenza al Tronto.
Il vescovo principe di Ascoli voleva uno sbocco al mare, e lo voleva al termine della strada Salaria, cioè sul territorio dello Stato Fermano che si estendeva dalla sponda sinistra del Tronto, verso nord, fino alla sponda del torrente Ragnola.

Così comincia la secolare lotta fra queste due città, che si contenderanno il possesso di questo frustolo di terra con tutti i mezzi.
L'imperatore Corrado II, con un suo diploma, attribuisce nel 1037 il castello Sculcula alla contea di Ascoli, ma il vero possesso di questi fortilizi è detenuto da signorotti feudali che nel 1039 cedono tutto il territorio ed i castelli stessi all'Abbazia di Farfa, che qui nell' ascolano e nel fermano costituisce un vero e proprio Stato che amministra a mezzo dei suoi monaci, i quali si spargono su questo territorio dovunque. Farfa sottrae il suo Stato ad ogni ingerenza dei vescovi di Ascoli e Fermo, facendolo dichiarare "DIOCESIS NULLIUS".

Nel 1145 varca il Tronto e chiede asilo al vescovo Liberato, principe di Fermo, la nobile famiglia Gualtieri, profuga dal Napoletano. Il vescovo Liberato concede in feudo a Bernardo ed Ottone di Gualtiero la terra di San Benedetto, con l'obbligo di erigervi una rocca, di questa oggi resta il torrione esagonale che forse ne fu il mastio.
San Benedetto così acquistò potenza e la sua scarsa popolazione ebbe protezione. Ma nelle città ed in tutti i paesi i cittadini mirano ormai a scuotere il giogo che i feudatari avevano loro imposto per tanto tempo; Ascoli nel 1185 si libera dagli oppressori e si erge a libero Comune; Fermo scuote il giogo nel 1199, e sembra lo faccia senza eccessiva violenza perchè il vescovo principe Filippo cede alla città tutti i castelli da lui posseduti e situati lungo il litorale adriatico.

L'imperatore Federico II nel 1245 conferisce ad Ascoli il possesso del porto della riva nella valle del Tronto fino ai confini con San Benedetto e con il castello di Montecretaccio. Così alla fine Ascoli ottenne quello sbocco al mare tanto desiderato per il quale aveva combattuto per tanto tempo ai danni di Fermo.
Ma la guerriglia fra Ascoli e Fermo durò ancora a lungo e tenne in armi tutte le principali città del Piceno fine a quando si rimisero al giudizio di San Giacomo della Marca che il 3 luglio 1463 con un suo lodo assegnò il territorio conteso al comune di Monteprandone.
Fu il Papa Giovanni XXII a pregare il rettore della Marca ad aiutare gli Ascolani affinchè si apprestassero ad edificare il porto "sub arce montis cretacii", sotto la rocca di Monte Cretaccio.

E' naturale che per la sua posizione geografica e per appartenere alla Stato Fermano San Benedetto ebbe certamente un riflesso di tutti questi avvenimenti, ma riteniamo che non ebbe a soffrire per danni e guai perchè allora era solo un piccolo villaggio di poche case di povera gente.


SVILUPPO DEMOGRAFICO DELL'EDILIZIA

I Romani classificavano i centri urbani in Corti, un gruppo di due o tre case di contadini; in paghi e cioè villaggi; e terre cioè paesi.
Il nostro San Benedetto in una lunghissima serie di anni fu successivamente Corte, pago e terra e se ne cominciò ad avere notizia certa su documenti dal 998 D.C. in poi.

Il suo sviluppo fu lentissimo poichè la zona era estremamente siccitosa, non c'erano sorgenti di acqua, e quella occorrente per i bisogni quotidiani doveva essere raccolta, quando pioveva, in cisterne e pozzi. Ma a quel tempo s'ignoravano le più elementari norme d'igiene così che i liquami non erano condottati e convogliati a dovere.
Nel 1490 San Benedetto era pressoché inabitata, tanto che nel successivo 1491 il vescovo di Fermo concesse terreni, sanzioni da tributi, ed altri privilegi a delle famiglie profughe da Imola e da Fano, perchè qui si fermassero e vi prendessero stabile dimora, ripopolando il paese. Nè la situazione migliorò negli anni seguenti.
Nel 1550 si contavano solamente 520 abitanti. Nel 1551 scoppiò una nuova epidemia che ridusse la popolazione a sole 35 famiglie con 175 persone. Uno sviluppo demografico vero e proprio cominciò nel 1600 ed anni successivi, quantunque vi furono ancora altre epidemie.
San Benedetto nel 1615 contava 800 abitanti che nel 1620 scesero a 700. La popolazione risalì di numero nel 1703 e negli anni aumentò sempre più, tanto che al censimento del Regno Italico annoverava ben 3.348 abitanti.
L'espansione fuori dalle mura medievali che per tanti anni avevano dato protezione e riparo, cominciò verso la fine del 1500, quando cioè i governi delle signorie imposero la loro autorità e fecero cessare l'anarchia.
In San Benedetto cominciò una graduale espansione dell'incasato attorno al vecchio castello, e questa popolazione cercò anch'essa di far rifiorire la sua economia, incrementando le sue industrie e i suoi commerci.
La pianura della marina formatasi ai piedi del colle per il lento ritiro delle acque fu chiamata contrada di Santo Antonio, perchè in parte costituiva un beneficio della cappella di Sant'Antonio Abate esistente nella chiesa parrocchiale di San Benedetto Martire cominciando ad accogliere i primi abitanti.
Il borgo che via via sorse nella pianura fu prima chiamato Borgo Sant'Antonio e poi Borgo della Marina.
Nel 1615 in questo luogo, demolita la vecchissima cappella, si costruì una nuova chiesa intitolata alla Madonna della spiaggia (venne poi abbattuta nel maggio 1899) perchè per l'accresciuto numero dei cittadini di reputò insufficiente per la cura delle loro anime, la sola chiesa del Paese Alto.
Ed attorno a questa chiesa sulla piana della marina San Benedetto nuova dilatò sempre più fra la strada litoranea ed il battente del mare.
Fin dal 1638 cominciano ad essere menzionati magazzeni e case già edificati sulla spiaggia e vengono anche elencate le concessioni di suolo fatte, onde costruirvene ancora, poichè il comune incoraggiava lo sviluppo edilizio della zona.
A partire dal 1662 la città si sviluppa sempre più verso la marina aumentando sempre più di fabbricati e di popolazione.


Anche i vecchi bastioni, ormai inutili, vengono in parte demoliti per dar maggior respiro all'incasato del Paese Alto e nel 1650 comincia a sorgere a sud-ovest di questo, un altro borgo, quello delle "Case Nuove".
Nel 1703 erano presenti 929 abitanti, di cui 483 raggruppati in 108 famiglie abitavano nel vecchio castello; mentre altri 446 costituivano 105 famiglie che già avevano preso stanza al di fuori delle vecchie mura.
Su un totale di 268 famiglie nel 1720, nel Paese Alto ne abitavano 120 e fuori di esso altre 148.
Nel 1765 si registravano 1727 anime di cui solo 554 nella cerchia del vecchio incasato, mentre ben 1173 erano al di fuori, distribuite fra borghi e campagna.
Al censimento repubblicano della invasurie Franco-Cisalpina il borgo Sant'Antonio contava già 948 abitanti; altri 2982 furono censiti nell'intero Comune.
Nel 1800 i 3104 abitanti che costituivano 660 famiglie erano così distribuiti:

In castello 116 famiglie con 498 abitanti
Borgo Case Nuove 104 " " 495 "
Borgo Sant'Antonio 224 " " 980 "
Nella campagna 316 " " 1131 "

Nel 1783 fu decisa l'adozione di un piano regolatore e fu dato incarico all'architetto Camerale Luigi Paglialunga di progettarlo. Il piano progettato fu approvato ed adottato, ma quello che più conta, è ,che fu fatto rispettare come in seguito non è più accaduto. Così San Benedetto si estese sempre più verso il mare con uno sviluppo costante.
Il 19° secolo fu quanto mai favorevole allo sviluppo della nostra città.
Il 18 maggio 1863 fu inaugurata la ferrovia che corre lungo il litorale, e nel 1866 sarà collegata, lungo la bassa valle del Tronto con il capoluogo della provincia Ascoli, con un altro tronco ferroviario.
Dopo la costruzione della ferrovia litoranea adriatica, il centro urbano di San Benedetto, topograficamente, si divide in tre parti ben distinte:
a) Il Castello o Paese Alto che costituisce il rione più antico della città. Posto su un gradino pliocenico quaternario che si eleva ad una trentina di metri dal mare. Questo rione rileva la sua antica origine con le vie strette, con le antiche case, con la cinta che in parte ancora esiste, delle mura medioevali sovrastate dal caratteristico torrione esagonale che fu il mastio della zona ivi costruita dalla famiglia dei Gualtieri, quando ebbero in feudo questa terra nel 1145.
b) Il secondo rione si estende fra la strada litoranea adriatica e la ferrovia su un ampio spazio pianeggiante che in origine fu formato da terreni quaternali oloceanici, costituiti dalle deviazioni fluviali, limaneggiate dalla azione marina nel secondo periodo del quaternario o periodo alluvionale.
c) Il rione posto fra la strada ferrata e il battente del mare recente e moderno è sorto principalmente in funzione della attività balneare.
Nel 1813, sulla piazza allora chiamata del mercato, oggi Cesare Battisti fu edificato dai marchesi Guidi, un palazzo, che nel 1863 venne preso in fitto dal Comune.
Nel 1813 fu costruito il Civico Cimitero.
Nel 1828 si iniziò la costruzione del teatro che fu chiamato della concordia per la pacificazione avvenuta a causa di vecchi rancori esistenti fra San Benedetto e Grottammare. L'edificio fu ultimato nel 1835.
Si pensò anche ai sofferenti, e nel 1837 con un lascito del revolo padre Gioacchino Pizzi, che legò tutto il suo patrimonio a tal fine, e col concorso dell'amministrazione municipale, si pose mano ai lavori per erigere un ospedale che fu intitolato della "Madonna del Soccorso"; i lavori furono ultimati nel 1849.
San Benedetto oltre la ferrovia fino al battente del mare aveva una profonda spiaggia.
E' la spiaggia di smeraldo dell'Adriatico, dove si ha modo di accorgersi che l'aria salmastra e certi felici incontri danno salute.(10)
Sull'arenile per primi vi apparvero l'edificio dello "Albergo Bagni" e successivamente quello della "Pescheria" che accentrò e disciplinò il mercato del pesce.
La costruzione dell'Albergo Bagni costrinse il comune a spostare i depositi delle immondizie esistenti nelle adiacenze e sistemare queste in pineta e giardino. Tutto ciò avvenne nell'ultimo scorcio del 1800.
Con la guerra dal '15 al '18 veniva accantonato ogni progetto. Intanto però negli anni immediatamente prima della guerra mondiale, l'arenile, oltre la ferrovia al nord dell'Albergo Bagni fino alla "pescheria", si era arricchito di una fila di villini che delimitarono il viale Regina Margherita.

Da sempre fino a questa epoca di cui trattiamo e che fissiamo nel 1920, possiamo affermare che l'edilizia in San Benedetto del Tronto fu molto modesta nelle strutture e nella linea architettonica.
Gli edifizi a più piani furono rari, la casa normale era costruita dal piano terra, un primo piano e da una soffitta abitabile.
Nel 1919 cessato il conflitto, venne costruito il ponte sull'Albula (oggi un piccolo torrente) e aperto il viale Trieste. All'inizio del nuovo viale Trieste sorgono la clinica oculistica del Dott. Bozzoni, la pensione Sorge, il villino Alvitreti, le case Baiocchi, il nuovo progresso di Pippo Camiscioni.
Dal 1920 al 1930 la popolazione era salita a 13.930 abitanti e erano sorti i primi fabbricati lungo il viale Trieste.
Nel 1961 il numero delle case è di 7.813 con complessive 29.546 stanze"


Censimento 10 Ottobre 1961
SAN BENEDETTO - INCREMENTO DEMOGRAFICO

Anno N° abitanti Osservazioni
     
1490 - Il paese è quasi spopolato a causa delle epidemie
1491 - Il paese si ripopola con famiglie profughe da Imola e da Fano
1550 520  
1552 175 Sono solo 35 famiglie a causa di una pestilenza
1615 800  
1620 700 Nuova epidemia
1703 929  
1708 1055  
1720 1174  
1723 1200  
1731 1333  
1765 1727  
1798 2982 Censimento della Repubblica Cisalpina
1800 3104 
1812 3348 Censimento del Governo Pontificio nel paese e borghi 2172 abitanti del contrado 1176 abitanti
1822 3640  
1835  4365  
1841 4986  
1853 5735 Censimento del Governo Pontificio
1855 5351  
1860 6000   
1881 6827 Censimento
 1901 9089 Censimento
1911 10.438 Censimento
1921 11.291 Censimento
1931 13.685 Censimento
1932 14.215 Dati dell'Ufficio Anagrafe
1935 17.461 Censimento-Porto d'Ascoli (2773 ab.) passa al Comune di San Benedetto del Tronto
1940 19.062 Dati Ufficio Anagrafe
1945 20.391 Dati Ufficio Anagrafe
1951 23.250 Censimento
1955 26.602 Dati Ufficio Anagrafe
1959 30.055 28 Ottobre supera i 30.000 abitanti con la nascita di Benedetto Carminucci
1961 31.274 Censimento
1965 36.301   
1969 40.474   

 

Bibliografia

BELLEZZA G., San Benedetto del Tronto studio di geografia urbana, dattiloscritto, 1972.

LEPORINI L., L'architettura dai Maestri Vaganti ai Giosafatti, Roma, Palombi, 1973.

LIBURDI E., San Benedetto del Tronto negli ultimi tre secoli, Storia di una chiesa e di una spiaggia, Ancona, Atima 1950.

NERONI CANCELLI G., Memorie Storiche di San Benedetto del Tronto, Ripatransone, Jaffei, 1854.

PARADISI M., Cenni Storici e notizie varie su San Benedetto del Tronto, dattiloscritto 1977.

Per gentile concessione della Dott.ssa Anna Maria Cislaghi